Gioco online illegale, ADM oscura altri 61 siti: oltre mille inibizioni nel 2026

L’attività di contrasto al gioco online non autorizzato supera una nuova soglia.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto l’inibizione di 61 nuovi siti internet che offrivano gioco senza le autorizzazioni previste per operare sul mercato italiano.
Con l’ultimo aggiornamento, i domini oscurati dall’inizio del 2026 salgono a 1.047, mentre il totale complessivo raggiunge 12.699 siti.
L’inibizione dei nuovi indirizzi dovrà essere resa effettiva dai fornitori di connettività entro il 9 ottobre 2026.
Come funziona l’inibizione ADM
La base normativa dell’intervento è l’articolo 102 del decreto-legge 104/2020, convertito dalla legge 126/2020.
La norma consente ad ADM di ordinare la rimozione o l’inibizione delle iniziative online attraverso cui vengono offerti o pubblicizzati prodotti di gioco in modalità non conformi alla normativa italiana.
ADM pubblica sul proprio sito istituzionale l’elenco dei domini soggetti a blocco e impone ai provider di connettività di impedirne l’accesso attraverso il sistema di reindirizzamento previsto dall’Agenzia.
Il meccanismo non riguarda quindi soltanto l’operatore illegale.
Coinvolge direttamente anche l’infrastruttura di accesso alla rete.
Più di mille siti bloccati in meno di nove mesi
Il dato del 2026 evidenzia la dimensione del fenomeno.
A gennaio erano stati oscurati 172 nuovi siti. A marzo il totale annuale era arrivato a 245. Ad agosto le inibizioni effettuate nel 2026 erano già 986.
Con l’aggiornamento del 24 settembre il contatore raggiunge 1.047.
La progressione conferma quanto il mercato parallelo online resti dinamico.
La rimozione di un dominio, infatti, non coincide necessariamente con la scomparsa dell’operatore illegale.
Nuovi indirizzi, mirror, cloni e domini alternativi possono essere attivati rapidamente, rendendo il contrasto una attività continuativa.
Il confronto con il 2025
Il trend era già stato evidenziato dal direttore generale ADM Roberto Alesse.
Nei primi otto mesi del 2026 erano stati inibiti quasi 1.000 siti, contro 841 nello stesso periodo del 2025: un aumento del 17,2%.
Non è quindi soltanto aumentato il numero complessivo degli indirizzi individuati.
È aumentata anche la velocità con cui ADM interviene sul mercato illegale.
Il problema dei siti clone
Uno degli aspetti più delicati emersi negli aggiornamenti precedenti riguarda i siti che imitano marchi o operatori regolarmente autorizzati.
Nel provvedimento di agosto erano stati individuati anche domini clone di concessionari e operatori presenti sul mercato italiano.
Per il giocatore il rischio è evidente.
Un sito può riprodurre grafica, naming o elementi riconducibili a un operatore conosciuto senza appartenere realmente alla rete autorizzata.
La tutela passa quindi anche dalla capacità di distinguere tra:
operatore concessionario;
dominio autorizzato;
clone;
piattaforma offshore;
servizio privo di concessione.
Perché il tema riguarda anche i concessionari legali
Il contrasto ai siti illegali non è soltanto una attività di enforcement.
È anche una questione di canalizzazione della domanda.
Il sistema regolamentato italiano impone ai concessionari obblighi su identificazione del giocatore, gestione del conto, pagamenti, autoesclusione, tracciabilità, gioco responsabile e sicurezza dei sistemi.
Un operatore illegale può invece sottrarsi completamente a questo perimetro.
Per il mercato regolamentato significa competere con soggetti che non sostengono gli stessi costi di concessione e compliance.
Da qui deriva il valore economico, oltre che regolatorio, delle attività di oscuramento.
Il ruolo della tecnologia nei controlli
ADM sta parallelamente rafforzando gli strumenti utilizzati per individuare anomalie e attività non autorizzate.
Alesse ha indicato anche l’utilizzo sperimentale di intelligenza artificiale e algoritmi avanzati per migliorare la selezione dei fenomeni da sottoporre a verifica.
Il contrasto al mercato illegale tende quindi a diventare sempre più tecnologico.
Alla tradizionale attività investigativa si aggiungono:
monitoraggio dei domini;
analisi dei flussi digitali;
individuazione dei cloni;
riconoscimento delle anomalie;
automazione dei controlli.
Il dato da seguire adesso
Con 1.047 siti inibiti nel 2026, il mercato ha già superato il totale annuale registrato nel 2025, quando le nuove inibizioni erano state 1.036.
È probabilmente questo il dato più significativo dell’aggiornamento.
A settembre il 2026 ha già oltrepassato l’intero risultato dell’anno precedente.
Per concessionari, regolatore e fornitori tecnologici la sfida resta quindi la stessa:
rendere il mercato legale più facilmente identificabile, accessibile e sicuro rispetto all’offerta non autorizzata.
Fonti
ADM — Inibizione dei siti di gioco non autorizzato
ADM — Elenco dei siti web inibiti

