DL Accise, via libera definitivo del Senato: nuove regole fiscali per la comunicazione dei concessionari

Il quadro fiscale delle attività di comunicazione dei concessionari del gioco pubblico diventa definitivo.
Il Senato ha approvato il 23 settembre il DDL S.2036, conversione del decreto-legge n. 133/2026, mantenendo invariato il testo già votato dalla Camera. Il provvedimento deve ora completare gli adempimenti formali di promulgazione e pubblicazione.
Per il settore gaming il passaggio centrale è l’articolo 2-ter, che interviene direttamente sul trattamento fiscale delle campagne di comunicazione previste dal nuovo sistema concessorio del gioco a distanza.
Comunicazione responsabile: cambia la qualificazione fiscale
La norma riguarda gli investimenti che i concessionari devono sostenere ai sensi dell’articolo 15, commi 2 e 3, del D.Lgs. 41/2024.
Rientrano in questo perimetro, in particolare:
- l’investimento annuale pari allo 0,2% dei ricavi netti, entro il limite massimo di 1 milione di euro l’anno, destinato a campagne informative o iniziative di comunicazione responsabile;
- le ulteriori campagne di promozione e comunicazione finalizzate alla prevenzione e al contrasto del gioco patologico.
Dal punto di vista tributario queste spese vengono ora qualificate in ogni caso come spese di rappresentanza, e non come spese di pubblicità.
Perché è un passaggio importante
La norma introduce una qualificazione fiscale uniforme.
Finora la distinzione tra pubblicità e rappresentanza poteva dipendere dalla finalità concreta della singola iniziativa.
Con il nuovo regime, per gli investimenti specificamente previsti dal D.Lgs. 41/2024 la classificazione viene stabilita direttamente dalla legge, evitando valutazioni differenti caso per caso.
Sponsorizzazioni vietate: costi non deducibili
La seconda modifica riguarda le forme di sponsorizzazione vietate dall’articolo 9 del DL 87/2018.
Il nuovo articolo 2-ter stabilisce che le spese sostenute per remunerare sponsorizzazioni o analoghe tipologie contrattuali vietate non sono deducibili né ai fini IRES né ai fini IRAP.
La previsione riguarda anche rapporti con soggetti direttamente o indirettamente riconducibili agli operatori che forniscono comunicazioni informative sul gioco o servizi di comparazione di quote e offerte.
Il messaggio operativo è quindi molto netto:
un costo collegato a una sponsorizzazione vietata non produce soltanto un problema di compliance pubblicitaria, ma anche una conseguenza fiscale.
Cosa cambia per i concessionari online
L’effetto più diretto riguarda le funzioni che gestiscono contemporaneamente:
marketing → compliance → amministrazione → fiscalità.
Le campagne di gioco responsabile dovranno essere tracciate non soltanto per contenuto e conformità alle linee guida AGCOM, ma anche per la corretta classificazione contabile e fiscale.
Allo stesso tempo diventa ancora più importante distinguere con precisione:
comunicazione istituzionale;
comunicazione responsabile;
informazione sul prodotto;
promozione commerciale;
sponsorizzazione.
Non sono categorie intercambiabili.
Il collegamento con le linee guida AGCOM
La disciplina fiscale non opera isolatamente.
Il dossier parlamentare richiama espressamente la delibera AGCOM n. 200/26/CONS, che integra le linee guida sulle campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo.
La finalità è duplice: consentire campagne realmente orientate a prevenzione e tutela e impedire che la comunicazione sociale venga utilizzata per aggirare il divieto generale di pubblicità del gioco.
Per un concessionario questo significa che contenuto, finalità e trattamento fiscale della comunicazione diventano parti dello stesso processo di compliance.
Decorrenza: periodo d’imposta 2026
Le nuove disposizioni si applicano alle spese sostenute a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025.
Per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare significa quindi dal periodo d’imposta 2026.
Il MEF dovrà inoltre accertare annualmente le eventuali maggiori entrate derivanti dalle nuove disposizioni, che saranno destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Cosa fare adesso
Per concessionari e strutture corporate il passaggio parlamentare chiude l’incertezza sulla permanenza della norma.
I prossimi controlli interni dovrebbero concentrarsi su:
mappatura delle campagne 2026;
classificazione dei relativi costi;
verifica dei contratti di sponsorizzazione e partnership;
allineamento tra marketing, compliance e amministrazione;
documentazione della finalità delle iniziative di gioco responsabile.
Il punto non è soltanto sapere quanto viene speso.
Diventa essenziale sapere per quale finalità, con quale contratto e con quale qualificazione fiscale.
Fonti
Senato — stato dell’iter del DDL S.2036
Senato — relazione della Commissione Finanze sull’articolo 2-ter

